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martedì, Luglio 16, 2024
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    e-Motorbike: ovvero la delicata questione delle moto a pile

    Ovvero perché non basta attaccare un motore elettrico a qualcosa per far si che piaccia alla gente.

    Iniziamo così, con un tono un po’ dispregiativo, questa sezione di e-b.bike dedicata alle moto elettriche …o e-Motorbike, se vi piace il termine.

    Chi vi scrive ama le moto fin da bambino, per la precisione da quando i genitori gli regalarono una moto elettrica giocattolo non troppo dissimile da quella che vedere nell’immagine, un bolide elettrico dalle ruote in plastica dura che faceva tre giri del cortile e un paio di giorni attaccato alla presa di corrente per ricaricare la batteria. Non proprio un inizio glorioso ma in qualche modo la moto è rimasta una passione, soprattutto quella per le alte prestazioni e le grosse cilindrate. Con il passare del tempo la motocicletta è diventata sempre più un modo per spostarsi e sempre meno un costoso giocattolo da venerare.

    Con la comparsa dei primi modelli elettrici è stato inevitabile guardare all’elettrificazione con interesse, se non altro per l’oggettiva assenza di una vera novità in un comparto in stagnazione sia economica sia di idee.

    In realtà, più passa il tempo, più matura la convinzione che il mondo delle due ruote nel suo insieme ha tutto da guadagnare dall’elettrificazione, con buona pace dei “puristi” del pistone.

    La genesi dei successi e degli insuccessi

    Ancor prima di parlare di rombo del motore e vento tra i capelli dobbiamo tener ben presente due concetti, quasi due dogmi: “qualsiasi invenzione umana ha sempre incontrato resistenze iniziali” e “non tutte le novità, anche se valide, hanno un successo garantito”.

    Per quanto riguarda il primo concetto basta pescare dalla storia più o meno recente: in molti pensavano solo pochi anni fa che nessuno avrebbe mai speso più di mille euro per comprare un telefono, un decennio prima altrettanti pensavano che il cellulare fosse un oggetto superfluo, negli anni ’70-’80 non si credeva nell’utilità di un computer come strumento personale domestico, agli inizi del ‘900 Charlie Chaplin disse “Il cinema è poco più di una moda temporanea” e negli stessi anni molti pensavano che l’automobile fosse una moda passeggera che non avrebbe mai potuto sostituire i cavalli.

    Più andiamo indietro nel tempo più certamente possiamo immaginare che ogni evoluzione o nuova invenzione sia stata a suo modo criticata, probabilmente anche la ruota stessa ebbe più di un detrattore. Il motivo principale, e forse l’unico in effetti, è che difficilmente la mente umana riesce a valutare sistemi complessi e quando sembra che manchi qualcosa (che il più delle volte effettivamente manca) allora scartiamo tutto il progetto dimenticandoci dei vantaggi potenziali che esso potrebbe portare.

    Il secondo concetto è un po’ più complesso e avrebbe bisogno di una lunga trattazione per essere spiegato a dovere, limitiamoci con il dire che, al di la dell’oggetto in se, ci sono sempre delle concause per cui qualcosa di nuovo possa essere accettato o meno …e talvolta la percezione può anche essere ingannevole.

    Una di queste cause, forse quella minoritaria, è di tipo sociale: quando qualcosa non è nell’abituale uso nella nostra cultura fa più fatica a diffondersi. Un esempio lampante è il coltello. Tutti noi abbiamo almeno un coltello da chef in cucina ma in pochissimi possiedono un coltello elettrico a batteria …eppure i coltelli elettrici tagliano di tutto, sono economici tanto quanto un normale coltello e sono di facile reperibilità.

    La seconda concausa, questa volta più importante, riguarda aspetti più pratici. Gli acquirenti (giustamente) tendono a confrontare due tecnologiche diverse in base ai medesimi parametri e in generale pretendono che ci sia una certa uniformità di prestazioni o vantaggi tra le offerte. Per fare un altro esempio “casalingo”: trapani a batteria e aspirapolvere senza fili non hanno avuto successo fino a quando le loro prestazioni non si sono allineate a quelli tradizionali.

    e-Motorbike e gli ostacoli da superare

    Per entrare (finalmente) in argomento, le e-Motorbike non sono diverse da altri prodotti e, se possibile, sono ancora più suscettibili agli umori e alle aspettative degli utilizzatori.

    Quasi tutti i modelli in commercio hanno raggiunto una capacità di autonomia che copre le esigenze di molti, almeno per quel che riguarda l’uso urbano ed extraurbano. Rimangono fuori le lunghe gite fuori porta e i viaggi per i quali è necessario aspettare batterie più “capienti” (come quelle allo stato solido, N.d.R.) o un’infrastruttura di ricarica capillare.

    È proprio la mancanza di una rete distributiva tira il primo freno e segna un punto a favore del motore termico. E se è vero che le stazioni per l’elettrico sono quasi triplicate in meno di tre anni passando da poco più di 10 mila nel 2019 a circa 30 mila nel 2022 (fronte Sole 24Ore), c’è anche il grande dubbio se l’installazione di nuovi punti di ricarica saprà stare al passo con l’aumento del numero dei veicoli elettrici.

    Per quel che riguarda le prestazioni l’elettrica ha dimostrato di saper competere e in molti casi superare le sorelle a benzina anche con le limitazioni imposte dalle case per trovare il miglior bilanciamento con l’autonomia.

    L’ostacolo più alto rimane il prezzo. Anche con il migliore slancio possibile un veicolo elettrico è ancora troppo costoso per essere preso in seria considerazione dalla stragrande maggioranza degli utenti. Prepariamoci però al cambiamento perché un progressivo abbassamento del costo d’acquisto, unito a possibili incentivi, potrebbe non solo allargare la platea degli interessati ma erodere importanti fette del mercato tradizionale nel segmento degli scooter e delle “piccole cilindrate”.

    Infine c’è il fattore motociclista. Quando se ne fa una questione sentimentale c’è poco da fare: “non chiamatele moto” perché in effetti non sono motociclette per come le conosciamo. Sono e-Motorbike.

    La ciclistica, la distribuzione dei pesi, l’assenza di rumore, la mancanza del cambio, la coppia erogata… sono tutte caratteristiche proprie che poco hanno a che vedere con le motociclette tradizionali e, almeno per l’utilizzo ludico, difficilmente faranno breccia nel cuore degli appassionati.

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    Foto: Ather Energy

    Scavalcare la collina

    Quando dunque potremo affermare che “le moto a pile” saranno una realtà consolidata? Difficile rispondere ma se azzardiamo un’ipotesi possiamo affermate senza troppa paura di sbagliare che il segmento che avrà inizialmente più successo è quello degli scooter e delle “piccole cilindrate” a causa del minor costo, della manutenzione ridotta a zero e delle basse aspettative rispetto alle prestazioni.

    Con il l’evoluzione della specie “motociclista” (banalmente il classico cambio generazionale), unito ad un progressivo abbassamento dei costi e della crescita della rete di stazioni di ricarica, verrà progressivamente il turno delle medie e grosse cilindrate …a patto che effettivamente le nuove generazioni siano interessate a questi tipi di prodotto e non si spostino verso altri sistemi di mobilità.

    Il comparto delle e-Motorbike è solo all’inizio, ci sono buone speranze e alte aspettative. Non ci rimane che stare a guardare il nuovo viaggio che ci attende.

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